ciao ragazzi, questo che ci accingiamo a scrivere è l'ultimo post di cronaca sull'autogestione nel Liceo Scientifico di Linguaglossa.
Oggi, 29 Ottobre, come da programma, dopo sette giorni di autogestione, è stato posto il termine di questa esperienza.
Di questa nostra protesta possiamo cogliere molti lati positivi e qualche lato negativo.
Di positivo c'è stato il fatto che tramite questa esperienza tutta la scuola ha potuto socializzare, rendendo più uniti tutti gli studenti, inoltre abbiamo dimostrato che se vogliamo siamo in grado di organizzarci molto bene, come dimostra il fatto che non sono accaduti disordini durante questa autogestione.
Il risvolto veramente negativo del tutto sta nel fatto che alla fin fine tutte le proteste sono state inutili e la legge è passata lo stesso, cosa che comunque era quasi scontato accadesse.
Ora, il compito di smuovere qualcosa non sarà più degli studenti, occupazioni od altro saranno inutili, adesso solo sui banchi del parlamento sarà possibile fare qualcosa di concreto, sarà la politica a dover trovare le strade adatte.
Con questa piccola riflessione vi salutiamo e diciamo ciao a questa esperienza che è stata l'autogestione.
p.s.
A tutti i ragazzi che domani parteciperanno alle manifestazioni che si terranno in tutt'Italia diciamo che è nostro diritto manifestare il dissenso alla riforma, però lo si deve fare in modo corretto, non si bisogna degenerare in scontri come quelli di oggi a Roma tra studenti di destra e di sinistra, in quanto non è giusto che per esporre le proprie idee o per guadagnarsi da vivere delle persone corrano il rischio di farsi del male.
Inoltre questi eventi fanno pensare a chi li vede da casa che tutti gli studenti siano così, facendo perdere credibilità alla protesta.
mercoledì 29 ottobre 2008
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11 commenti:
ehy angelo...hai dett delle cose giustissime..la penso proprio come te sul PS... l'h appena visto alla tv quello ke è successo..sxo domani nn succeda quell ke in molte città è success in qsti giorni.. cmq si è vero...le xsone da casa, vedendo quelle scene tra studenti, magari pensano ke tutti siamo così...ma nn è assolutamente così... ognuno è diverso dall'altro...
cmq...
ciao a tutti raga...a domani...!
anche se alla fine nn è andato tutto come speravamo abbiamo passato dei giorni stupendi!! sinceramente non credevo che ci saremo riusciti!!! faccio i miei complimenti a tutti!! grazie ai ragazzi del 5,e a voi angelo e simone per aver creato qst blog! facciamoci sentire domani!!!!!!!!! Nadia. IV B
mario90ne@hotmail.it
Volevo dire a tutti che i commenti non consoni potranno essere da noi cancellati, perchè è giusto che all'interno del blog non si inneschino dei meccanismi non piacevoli per tutta la community.
Ciao a ttt un saluto ai ragazzi del quinto sopratutto a giovanni e nino by andrea e alessandro 1 b
per commenti non consoni intendo quelli pieni di parolacce e insulti...
Questa si chiama disinformazione!!!l'80% di voi protesta incosapevolmente...senza conoscere veramente la riforma...il 15% solo per andare contro il governo...il restante 5% segue la massa...mi meraviglio di voi LICEALI...non appena il decreto legge sarà pubblicato..comprate la gazzetta ufficiale e magari cambierete idea...per il vostro futuro e quello dei vostri figli..!!!http://www.governoberlusconi.it/detail.php?id=203&idf=459&ids=488 cliccate ed informatevi prima di protestare...(PS perchè nessuno in questo blog parla veramente della riforma??di ciò che per voi è sbagliato?)NON FATEVI TRASCINARE DALLA MASSA!!
MIRKO
allora io rispetto la libertà d parola (almeno io). allora volevo dirti che mi sono rotto il cazzo di sentir parlare di disinformazione!! noi a squalo nostra nn esiste la disinformazione almeno per le persone che ci credono ad un cambiamento, e che contrastano questa porcata di riforma.
Allora tu tutte quelle persone a roma da tutta italia li sono tutte disinformate, io e tutti i ragazzi a catania sono disinformati???
Perchè nn venivi e chiedevi a un mio compagno di scuola o ad un ragazzo che protesta da 2 mesi che cosa è e di cosa parla questa inconsistente riforma.
CMQ quando vuoi sono sempre aperto al dialogo basta che sia costruttivo e nn sia portato e trascianto da ideali trasmessi da determinati partiti. se vuoi una bella discussione si potrebbe fare.
anche se da quando ho capito sei il solito italiano che ascolta il politico della pensione!!! DA RICORDARE BEI VECCHIETTI CHE SIETE CONTRO LE MAESTRE E I TAGLI HAI POSTI!!!!
"LA VOSTRA PENSIONE VE LA PAGANO PROPRIO QUELLE PERSONE CHE SONO ADESSO O FRA POCO A CASA"
SI PER UN DIALOGO MA NN COME LE CONSULTAZIONI DELLA GELMINI
SI AL COSTRUTTIVO NO ALLA D-ISTRUZIONE
Scusami nino ma ancora una volta non ho capito cosa è sbagliato per voi,perchè non lo dite chiaramente?...fai dei punti ordinati e li scrivi cosi capisco un pò!!!la parola TAGLI è generica..non vuol dire nulla senza delle cifre esatte...cmq non hai capito forse...che siete stati strumentalizzati e ne avete approfittato per non fare lezione...e poi che CAZZO centrano le pensioni con tutto questo parliamo di una cosa alla volta non fare confusione!!(ps non ho legami politici...tutto e frutto delle mie idee e della mia INFORMAZIONE sbagliata o giusta che sia!!!)...
allora ti do le proposte mettiti seduto con un cusciono ed inizia a leggere....
suddivido tutto nei punti della riforma:
1° obbligo d'istruzione a 14 anni rispondiamo chiedendone l’innalzamento a 18:
• Abolire l'abbassamento di fatto dell'obbligo d'istruzione a 14 anni previsto dalla legge 133, reintroducendo inizialmente l'obbligo a 16 così come sancito dalla finanziaria 2007.
• Una volta innalzato l'obbligo a 16 anni, costruire un piano didattico, nel primo biennio, fortemente unitario, con l’esclusione di ogni possibilità di assolvere l'obbligo nei canali di formazione professionale.
• Innalzare l’obbligo scolastico a 18 ed istituire contratti ad hoc per gli studenti/lavoratori tra i 16 e i 18 anni
• Una legge quadro sul diritto allo studio in grado di concretizzare l’art. 3, 33 e 34 della Costituzione Italiana.
• Una riforma degli organi collegiali per garantire maggiore democrazia e partecipazione
Il riordino dei cicli, l'esigenza di una scuola nuova
• Cancellare definitivamente la legge 53/03 e i relativi decreti delegati rimasti ancora in vigore
• Generalizzare il più possibile, tramite un forte investimento dello Stato, la scuola dell’infanzia
• Istituire un biennio unitario nel secondo ciclo d’istruzione, diviso in macroaree tematiche, ma che abbia simili obiettivi d’apprendimento e che tenda soprattutto alla valorizzazione delle attitudini e delle sensibilità, valorizzando l’acquisizione delle competenze chiave.
• Caratterizzare il triennio conclusivo del ciclo secondario superiore con percorsi laboratoriali e professionalizzanti, tramite stages e tirocini, per tutti gli indirizzi, con l’obiettivo di dare strumenti reali e tangibili per inserirsi nei cicli produttivi, innovarli e governarli.
• Modificare il decreto 80 sul recupero dei debiti inserendo piani di recupero personalizzati e valutando il recupero in itinere nel suo complesso e non la singola prova di verifica.
• Ridefinire l'intero sistema di debiti/crediti che a più di dieci anni dalla sua applicazione, ha prodotto processi quantitativi di valutazione e non qualitativi.
• Cancellare la possibilità di poter assolvere l'obbligo d'istruzione nei canali sperimentali di formazione professionale.
• Posticipare, dopo il conseguimento del diploma, la possibilità di accedere a corsi di formazione professionale.
Formazione professionale
La Formazione Professionale deve essere un canale accessibile solo dopo il completamento del ciclo secondario;
Sarà necessario ricondurre la frammentarietà attuale ad un unico filo conduttore nazionale, in grado di superare le differenze e assicurare ovunque l’efficienza di uno strumento formativo che è comunque indispensabile in un ottica di long life learning. Appare improcrastinabile una legge quadro sulla formazione professionale: lo scopo di tale provvedimento sarà quello di fissare standard qualitativi minimi e prevedere un investimento economico nazionale integralmente sostitutivo di quelli attuali, erogati principalmente dal fondo sociale europeo e dalle sovvenzioni regionali;
Sarà necessario attuare uno scrupoloso monitoraggio, nonché un investimento in un sistema di tavoli territoriali comprensivi di tutti gli attori coinvolti, rappresentanze studentesche e sindacali comprese, al fine di esercitare un controllo serrato per scongiurare il ripetersi di frodi e situazioni assolutamente poco trasparenti e dannose;
Statuto degli Studenti e delle Studentesse in Stage
• Cancellare il decreto sull’alternanza scuola/lavoro;
• I percorsi di scuola/lavoro siano una pratica didattica, non un canale a sé stante, da svolgersi in maniera trasversale all’interno di tutti i percorsi formativi e non solo in alcuni;
• Istituire uno Statuto per gli Studenti in Stage, norma fondamentale per tutelare gli studenti dallo sfruttamento e per costruire percorsi di integrazione realmente di qualità
• Potenziare la figura del Tutor che accompagna gli studenti nel percorso di integrazione, per seguire meglio le sensibilità del singolo soggetto e rendere effettiva la valorizzazione;
• La figura del Tutor può essere affiancata da un’altra esterna alla scuola, fatta salva la sovranità e centralità dell’istituzione scolastica nell’impostazione e nella valutazione del percorso di integrazione;
Diritto allo studio
Istituire un fondo nazionale che finanzi un sistema integrato di borse di studio e servizi sul territorio con l’obiettivo di favorire, a tutti i livelli, l’autonomia dei soggetti in formazione e l’accesso ai saperi, tramite un reddito diretto indistintamente a tutti i livelli della formazione.
Estendere le convenzioni della carta studenti presentata a settembre anche agli studenti e alle studentesse universitarie e a chiunque frequenti percorsi di IFTS, dottorati di ricerca e a tutti gli stati della prima formazione.
Abolizione immediata dell’IVA sui consumi culturali, fondamentali oggi nella formazione dell’individuo e della collettività, tassello fondamentale per valorizzare l’accesso a forme sempre più importanti dei saperi.
• Un piano di agevolazioni sulla mobilità, per tutti anche se graduale e basato su fasce di reddito, che parta dal livello nazionale sino ai trasporti regionali e locali.
• Definire ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione i Livelli Essenziali delle Prestazioni relativi all'operato delle regioni in materia di diritto allo studio
• Istituire un parametro limite di investimento per le Regioni che non sia solo legato al PIL ma alla proporzionalità tra i soggetti aventi diritto (su base reddituale) e l’entità dell’investimento;
• Un sistema di borse di studio che superi ed estirpi definitivamente la logica del buono scuola; un sistema diretto principalmente a tutelare il carattere pubblico della formazione e a garantire l’autonomia degli studenti rispetto alle scelte formative. Le borse di studio devono essere principalmente dirette agli studenti meno abbienti;
• Un regolamento per diffondere il sistema di comodato d'uso il cui utilizzo è stato promosso sia dalla finanziaria 2007, che da indicazioni comunitarie.
• Prevedere l’esenzione delle tasse scolastiche per soggetti che sono a rischio abbandono scolastico e prevedere per gli stessi un piano di borse di studio straordinario;
• Misure straordinarie di intervento per gli studenti diversamente abili (soprattutto per il diritto alla mobilità), che oltre all’esenzione dalle tasse, dovrebbero avere l’attribuzione di borse di studio sia per la copertura delle spese ordinarie che per tutto ciò che garantisce loro il pieno accesso all’istruzione e integrazione.
• L’istituzione di sportelli di orientamento ai percorsi formativi, ma anche per l’assistenza alla burocrazia (indicazioni e supporto per l’accesso ad agevolazioni o gratuità);
• Istituire una conferenza nazionale sull’accesso al sapere, che coinvolga tutti gli stadi della formazione e che ponga al governo le priorità da colmare nella legislazione vigente sul diritto allo studio. Il suo compito inoltre potrebbe essere quello di monitorare il fenomeno della dispersione scolastica e formativa;
• Estendere agli studenti immigrati tutte le agevolazioni previste sul territorio nazionale in materia di diritto allo studio, nonché l’individuazione di misure specifiche, al fine di favorire il pieno inserimento come ad esempio investimenti aggiuntivi per l’integrazione linguistica;
Finanziamenti alle scuole private
• Abrogare sin da subito le norme in materia di finanziamenti diretti alle scuole private.
• Cancellare in modo sostanziale la legge 62/00, riversando i finanziamenti ad essa destinati ad un sistema nazionale di diritto allo studio diretto esclusivamente alle scuole pubbliche;
• Istituire nuovi parametri per regolamentare le agenzie formative private, con un serio monitoraggio sulla didattica e sulla valutazione;
Diritto allo studio ed accesso ai saperi significa prima di tutto investimenti.
• Portare l’investimento in PIL nazionale al 6% ;
• Istituire il prima possibile un fondo nazionale che sia la base su cui costruire la legge quadro nazionale in materia diritto allo studio, accesso ai saperi e welfare studentesco;
• Destinare parte della lotta all’evasione fiscale, dell'extragettito e dei tagli alle scuole private alle scuole pubbliche per rafforzare il piano didattico e garantire l'accesso all'istruzione.
L’Edilizia Scolastica: una riforma “strutturale”
• Realizzazione di scuole ex novo (creazione di plessi polivalenti per la messa in rete delle attività didattiche; creazione di mense e alloggi pubblici; creazione di aree per le attività studentesche autonome; creazione di auditorium per assemblee plenarie e conferenze).
• Adeguamento delle strutture già esistenti (manutenzione; messa in sicurezza; eliminazione delle barriere architettoniche; adeguamento strumenti e postazioni per disabili; adeguato dimensionamento della situazione delle classi)
• Rinnovo servizi igienici e suppellettili
• Piena disponibilità e capienza di palestre e impianti sportivi
• Piena disponibilità di laboratori e biblioteche (interventi perequativi per le regioni del mezzogiorno; finanziamento per informatizzazione strutture scolastiche; formazione e istituzione di attività didattiche sulla sicurezza del lavoro).
• Riconoscimento attività didattiche sull’uso dei DPI (dispositivi di protezione individuale), soprattutto negli istituti tecnici e professionali.
• Allargamento democratico dell’Osservatorio e dei Comitati paritetici sulla sicurezza con l’inserimento associazioni studentesche riconosciute
L'innovazione a scuola
• Privilegiare l'adozione da parte della pubblica amministrazione di software libero e open source, per motivi sia economici che di sicurezza nazionale;
• Privilegiare la formazione su prodotti software liberi e open source rispetto a quelli proprietari;
• Adozione Formati Open Standard (Odf), per ogni attività pubblica su internet o attraverso altri canali di comunicazione digitali;
• Rispetto del vincolo di interoperabilità dei formati dei dati in tutti i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione Scolastica;
• Finanziare le infrastrutture digitali per garantire l'accesso alla rete a tutti i soggetti in formazione;
• Creazione di archivi aperti a cominciare dalle pubblicazioni scientifiche, per mettere in circolo più idee e più conoscenza.
• Puntare sull'informatizzazione delle scuole, delle pratiche laboratoriali e l'insegnamento attivo delle pratiche informatiche basilari e innovative.
Democrazia nelle scuole
A cominciare dal nostro statuto
• Chiediamo il più possibile che ci sia una legge nazionale sulla rappresentanza studentesca che sia realmente vincolante per i dirigenti scolastici
• la stessa legge deve contenere una nuova formulazione dello statuto degli studenti e delle studentesse, ma anche una nuova normativa che regolamenti la rappresentanza sociale degli studenti
• prevedere che si possa destinare una quota simbolica e volontaria delle tasse scolastiche alle associazioni studentesche maggiormente rappresentative
• Chiediamo siano riconosciuti nuovi diritti all’interno dello Statuto: il diritto al recupero, il diritto ad un organo di garanzia paritetico, il diritto alla valutazione delle metodologie didattiche e della preparazione dei docenti da parte degli studenti; il diritto alla valutazione delle scuole;
• Chiediamo sia rivisto il diritto alla consultazione, articolando su livello nazionale l'introduzione del referendum studentesco sulle più importanti scelte governative.
• Chiediamo sia attivato, tramite gli uffici scolastici regionali, un monitoraggio sul rispetto dello Statuto in tutte le scuole e sulla conformità allo Statuto dei regolamenti interni e disciplinari. I dati devono risultare pubblici e accessibili sul web e nel caso di inadempienze e non conformità l’ufficio regionale scolastico si deve far garante dell’immediata regolarizzazione;
• Chiediamo sia riconosciuto il diritto all’astensione previa consultazione di tutte le parti sociali che compongono l’articolato democratico della scuola.
• Chiediamo l'abolizione del voto di condotta così come delineato dal decreto 137; lo statuto parla chiaro, nessuna valutazione disciplinare può incidere sul profitto.
Le scuole come laboratori di cittadinanza e socialità
• Prevedere un piano triennale di investimenti per il d.p.r. 567/96, garantendo la soglia minima di nove euro a studente;
• Attivare un monitoraggio su base regionale dell’adempienza da parte delle istituzioni scolastiche autonome del d.p.r. 567/96è e di eventuali sviluppi in raccordo al territorio;
Ruolo autonomia scolastica
• Emanazione di una circolare ministeriale che fornisca alle scuole come linea di indirizzo, l’istituzione delle commissioni paritetiche per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa;
• Creazioni dipartimenti disciplinari e/o interdisciplinari (composti da un numeri di docenti disposto dal CDI e almeno due studenti nominati dal comitato studentesco) per la scrittura del POF, con proposta da parte del comitato studentesco di eventuali attività integrative e complementari;
Autonomia finanziaria ed amministrativa
• I fondi destinati alla legge 440 siano aumentati del 60 %, per dare un senso vero ad un autonomia troppo spesso priva di risorse e quindi priva di senso.
• Lo Stato garantisca un serio investimento sulla professionalità dei docenti, soprattutto sull’insegnamento di sostegno, in particolare il numero dell’organico deve essere adeguato e proporzionale alle esigenze ;
• Ripristino di almeno 45 centesimi l’ora per l’indennità di missione per i viaggi di istruzione in Italia, per gli insegnanti che accompagnano le classi nelle visite previste dal programma didattico;
• Siano ripristinati i CIS, Centri di Assistenza alle scuole;
• Sia realizzato un ulteriore decentramento amministrativo che preveda per le associazioni studentesche regolarmente registrate in segreteria secondo quanto prevede l’art 1-bis del d.p.r. 567/96: un bilancio finalizzato ad attività formative e ricreative interne alla scuola, svincolato dall’approvazione del consiglio di istituto, con un tetto deciso in concomitanza alla presentazione del primo bilancio preventivo e sottoposto a verifica a chiusura di bilancio;
• Istituzione di una commissione paritetica, composta da almeno due studenti e due docenti, per il monitoraggio dei progetti di ogni ordine (integrativi, complementari…) affinché siano svolti con la dovuta regolarità. Ogni atto di contestazione rispetto ad un progetto, deve essere vidimato dalla commissione di garanzia che a sua volta deve elaborare una proposta al consiglio di istituto.
• Chiediamo che sia attivato un monitoraggio ministeriale sul funzionamento dell’autonomia scolastica in tutti i suoi segmenti (organizzativo, finanziario e amministrativo, di ricerca, sperimentazione e didattica) e che i dati siano resi pubblici, accessibili sul web e che siano inviati a tutte le istituzioni scolastiche autonome. Se dovessero risultare inadempienze e non conformità deve essere compito dell’Ufficio scolastico regionale comunicare l’irregolarità all’istituto interessato, fatta salva la sua autonomia.
Scuole come centro culturale e polivalente per le città
• Si avvii un percorso di valorizzazione dei campus che sia strettamente in raccordo con il territorio, ma che presenti una struttura polivalente, capace di intersecare diversi percorsi cognitivi e professionali, contribuendo ad una maggiore flessibilità dei percorsi formativi e un’aderenza maggiore alle sensibilità e attitudini dello studente.
Percorsi di costruzioni di reti territoriali tra scuole e conferenze territoriali
• Le reti di scuole siano strutturate su base distrettuale e si dotino di un bilancio annuale, al quale deve provvedere il CSA provinciale;
• La rete di scuole territoriale deve essere totalmente orizzontale e si individua solo un moderatore con mandato semestrale e che di esse siano membri di diritto tutti i rappresentanti di istituto degli istituti del dato distretto; i rappresentanti dei docenti e i dirigenti scolastici;
• Chiediamo che le assemblee delle rete siano aperte e pubbliche e che si tengano periodicamente nell’anno scolastico almeno una volta ogni due mesi e che il lavoro sul territorio sia guidato da commissioni interne tematiche e d’area;
• Il processo di costruzione di queste reti deve partire necessariamente da una Carta per la scuola dell’autonomia, che individui i criteri a cui le scuole intendono ispirarsi per esercitare le loro competenze e per stabilire le necessarie relazioni e interazione con gli altri soggetti aventi competenza in materia di formazione e con le rappresentanze sociali, culturali e produttive del territorio. Scopo di questa Carta dell’autonomia deve anche essere dar nuova vita alla partecipazione studentesca attiva sul territorio, ma soprattutto far incontrare e far convivere nello stesso luogo condizioni studentesche e vite quotidiane scolastiche spesso radicalmente diverse;
• Le conferenze si riuniscano una volta ogni sei mesi e nominino un moderatore con incarico semestrale, adottando un regolamento interno, fatta salva l’autonomia degli enti rappresentanti, organizzandosi in forum tematici;
• Le conferenze si strutturino su base provinciale e siano composte dai portavoce delle reti di scuole distrettuali, dai rappresentanti legali delle associazioni e dai rappresentanti degli enti locali;
• Si dotino di un bilancio annuale la cui copertura sia garantita dal bilancio annuale delle reti di scuole su base distrettuale, dagli investimenti degli enti pubblici e privati, dagli enti istituzionali locali, dagli investimenti di fondazioni e università, dalle sottoscrizioni tematiche e dall’accesso a bandi di concorso pubblici.
Dirigente scolastico
• Sia attivato un tavolo permanente tecnico tra Ministero dell’Istruzione, Associazioni studentesche, sindacati dei lavoratori e associazioni dei dirigenti scolastici (a partire dall’ANDIS) per ripensare radicalmente l’impianto generale del decreto legislativo n. 59 del 98;
• Siano abrogate da subito le parti del dlgvo 59/98 sul diritto esclusivo dei Dirigenti Scolastici di curare la "…gestione unitaria" ed il "...funzionamento generale" dell’istituzione scolastica, in tutte le sue esplicazioni funzionali, finali o strumentali, di tipo organizzativo, didattico, amministrativo e contabile; di predisporre "… gli strumenti attuativi del piano dell’offerta formativa"; di "…attivare i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche operanti sul territorio" per l’attuazione del Piano dell’offerta formativa;
• Alla valutazione dei dirigenti scolastici concorrano anche gli studenti.
Gli organi di governo della scuola
• Sia modificato il testo unico per integrazione tra gli organi collegiali del comitato studentesco (i comma 4, 5, 6, 7, 8, dell’art. 4 del dpr 567/96 siano integrati nel T.U. 297/94 all’interno del Capo I del Titolo I della Parte I);
• il comitato studentesco nomini, con forme prestabilite dal regolamento interno d’istituto, due delegati che partecipano ai dipartimenti disciplinari e interdisciplinari aventi la funzione di riscrivere il progetto formativo dell’istituzione scolastica;
• sia istituito un comitato di valutazione della programmazione formativa costituito da due docenti, nominati dal collegio dei docenti, due studenti nominati dal comitato studentesco (è eliminata la presenza di genitori in questo comitato) con un mandato triennale.
• si intraprenda un percorso, che veda anche la presenza degli studenti, di composizione di una carta dei doveri dei docenti. Questa carta, fatto salvo l’at. 32 della costituzione, lo statuto dei lavoratori e il CCNL e considerando la deontologia professionale della categoria docente, vuole andare a individuare dei valori e dei limiti da rispettare nell’approccio metodologico e umano con gli studenti.
• la quantità di studenti delegati nel consiglio di istituto, fatta salva la pariteticità, debba essere progressiva rispetto alla popolazione studentesca: con una popolazione di max 350 studenti si ha la seguente composizione: 2 studenti, 1 genitore, 2 docenti, 2 ATA, il DS, il DA e il segretario che non ha diritto di voto. Con una pop. di max 700 studenti si ha la seguente composizione: 3 studenti, 2 genitori, 3 docenti, 3 ATA, il DS, il DA e il segretario che non ha diritto di voto. Con una pop. superiore a 700 studenti si ha la seguente composizione: 4 studenti, 3 genitori, 4 docenti, 4 ATA, , il DS, il DA e il segretario che non ha diritto di voto.
• le modalità di elezione del consiglio di istituto permangano come disposto dal Testo Unico 297/94, il mandato per i rappresentanti degli studenti rimane di durata annuale.
• il numero dei delegati degli studenti nei consigli di classe debba aumentare da due a tre e che la componente studentesca debba avere voce in merito alla valutazione didattica;
• il diritto alla consultazione debba essere revisionato in modo tale che si preveda la possibilità di richiedere un referendum sia sul livello nazionale sia sul livello locale, che valga davanti alle istituzioni come il parere formale espresso della componente studentesca. Se per casi nazionali la consultazione da vita solo ad un parere formale, nella singola scuola deve risultare vincolante;
• il referendum interno possa essere chiesto da parte del 10% dell’intera popolazione studentesca o dal 50% + 1 del comitato studentesco.
• le modalità di svolgimento del referendum siano regolamentate all’interno del regolamento di istituto interno e i risultati siano ratificati dal consiglio di istituto. Chi ha chiesto il referendum può dopo la ratifica dei risultati presentare ricorso solo una volta alla commissione di garanzia, che ne controlla lo svolgimento regolare e in tempi stabiliti dal regolamento interno d’istituto emette il verdetto conclusivo e lo comunica al consiglio di istituto che ha l’obbligo di renderlo pubblico e attuativo.
Le consulte provinciali studentesche
• le consulte provinciali degli studenti siano rese autonome dai CSA provinciali di riferimento e che dispongano di un bilancio proprio;
• che venga modificato il DPR 567 portando dal 7 al 15 la percentuale di fondi stanziati da destinare alle CPS e che comunque venga stabilita una soglia minima per consulta evitando sproporzioni finanziarie tra le diverse Province;
• sia annullata la figura del presidente sostituendola con una più snella figura di coordinatore;
• sia semplificata la gestione dei fondi per l’attuazione del D.P.R. 567, stabilendo dei livelli minimi di stanziamento per ogni CPS e una seconda parte in base al numero di studenti, questo per ridurre il divario economico che penalizza le consulte più piccole;
• siano strutturate le consulte su base municipale e metropolitana.
Conferenza nazionale dei Presidenti
• la conferenza nazionale dei presidenti sia sciolta definitivamente e che si istituisca un coordinamento nazionale dei presidenti di consulta, che stimoli il confronto tra i diversi livelli locali, che coordini le attività nazionali ricreative e culturali e di aggregazione;
• il coordinamento nazionale sia organo legittimato a fare proposte per il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche maggiormente rappresentative, su tutti i provvedimenti che riguardino Autonomia, decentramento amministrativo della pubblica istruzione;
• il coordinamento nazionale sia il luogo di monitoraggio e di coordinamento dell’adempimento e delle attività derivate dall’attuazione della DPR 567 in raccordo con il territorio;
• il coordinamento abbia il compito di fare proposte di ripartizioni di bilancio sulla l440 e DPR 567 al Forum delle Associazioni studentesche;
• il coordinamento nazionale si riunisca almeno una volta ogni tre mesi per le attività ordinarie e si autoregolamenti;
• il coordinamento elegga annualmente un coordinatore dei lavori d’assemblea che sia affiancato da un tecnico del Ministero dell’Istruzione. Ogni sei mesi il coordinamento incontri il Forum delle associazioni studentesche e il Ministro dell’Istruzione, o eventualmente un sottosegretario, per essere consultato in materia di quanto detto sopra;
• il coordinamento nazionale di consulte si doti di un bilancio annuale garantito dal MIUR e gestito da un comitato di gestione composto dal coordinatore dei lavori, due membri del coordinamento nominati dall’assemblea e un tecnico preposto dal ministero.
Forum associazioni studentesche maggiormente rappresentative
• Si individuino tavoli di confronto con il Ministro dell’economia e del welfare per poter incidere in materia di finanziaria e politiche sociali;
• Creazione di un organo di rappresentanza misto elettivo, che sia composto sulla base di criteri di territorialità (attraverso i rappresentanti regolarmente eletti dalle CPS), e di rappresentanza sociale attraverso le elezioni dirette (come avviene per il Cnsu) di rappresentanti delle organizzazioni studentesche. Compito di tale organo è di esprimere pareri come avviene già per CNPI e valutazioni sulle scelte del ministero in materia di politiche scolastiche, nonché la formulazione di proposte da sottoporre direttamente al MPI. L’eventuale istituzione di tale organo comporterebbe il superamento definitivo, nonchè l’abolizione del forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative.
• Ai Forum regionali prendano parte le associazioni studentesche, le confederazioni e le reti di collettivi, l’ufficio regionale all’istruzione, l’assessorato regionale all’istruzione;
• Ai Forum nazionali prendano parte le associazioni studentesche, le confederazioni e le reti di collettivi, il Ministero dell’Istruzione
•
• Il Forum Nazionale si riunisca una volta ogni mese e prima dell’approvazione di ogni proposta di legge in materia di politiche formative; Il Forum abbia quindi parere obbligatorio ma non vincolante;
• Il Forum nazionale delle associazioni si faccia tramite dei livelli regionali per consultazioni e pareri al Ministero e abbia il dovere di raccogliere le proposte elaborate dai Forum regionali.
• Il Forum Nazionale delle Associazioni studentesche si faccia tramite delle proposte elaborate dal coordinamento nazionale delle consulte provinciali degli studenti in materia di autonomia scolastica, decentramento amministrativo della pubblica istruzione ed eventuali modifiche alla DPR 567.
• Il Forum nazionale abbia il diritto (mai l’obbligo per alcuna questione) di consultare liberamente il Coordinamento nazionale delle consulte provinciali degli studenti, qualora lo ritenga necessario.
• Il Forum nazionale abbia diritto (mai l’obbligo per alcuna questione) di chiedere un parere politico al CNSU qualora lo ritenga necessario.
•
Sistema di Valutazione Nazionale delle scuole
• l’ordinamento giuridico dell’INVALSI sia riformato e che questo non dipenda dal Ministero dell’Istruzione, ritorni ad essere autonomo;
• tenendo conto del processo di insegnamento/apprendimento e del relativo contesto, l’istituto debba ragionare sul funzionamento delle singole scuole e del sistema nel suo insieme per comunicare immediatamente alle singole direzioni regionali scolastiche i risultati in modo tale che rispondano efficacemente alle situazioni di “debolezza”;
• le indagini dell’istituto di carattere scientifico-statistico non tengano conto di livelli di apprendimento assoluti e standard socialmente auspicabili, ma valutino lo stato delle singole scuole su parametri relativi alle condizioni sociali del territorio, possibilmente raccordandosi con gli Enti locali;
• le valutazioni non riguardino l’apprendimento né l’offerta formativa, ma altri fattori, come l’abbandono scolastico, i servizi interni alla scuola, il rapporto studenti/docenti, il rapporto non ammessi/pop. scolastica;
• le indagini riguardino i piani d’offerta formativa e le attività integrative e complementari, onfrontandone i risultati e mettendo in rete informazioni pubbliche e accessibili a tutti, stimolando un processo virtuoso di rinnovamento della didattica e delle pratiche didattiche.
L’auto-valutazione
• sia necessario istituire commissioni di monitoraggio e di valutazione della programmazione formativa e che tali risultati debbano essere valutati almeno ogni tre anni;
• sia necessario istituire commissioni paritetiche che in raccordo con le reti di scuole e le conferenze territoriali individuino degli obbiettivi formativi e di qualità specifici da raggiungere;
• l’Istituto debba istituire una banca dati digitale per mettere a sistema i risultati.
Valutazione dei docenti da parte della componente studentesca
• valorizzare il ruolo degli studenti nei consigli di classe, dando loro possibilità di influire dialetticamente anche in materia di valutazione degli insegnanti e delle metodologie di insegnamento adottate.
La didattica e i suoi obiettivi:
• Ripristinando una missione educativa nazionale forte, basata su tre I: Imparare a imparare, Interpretare, Indirizzarsi;
• Superando la separazione fra saperi, attraverso l’individualizzazione dei percorsi, la creazione di un biennio unitario e di un triennio che comprende approcci al mondo del lavoro e attività pratiche.
• Inserire l'educazione fra pari, l'autoformazione, l'indagine a partire da strumenti multimediali e mediatici, la propositività degli studenti tra le pratiche quotidiane in ogni parte d'Italia. Crediamo anche, che in una fase in cui la rigida demarcazione fra conoscenze non dà più i suoi frutti, diventi importante la costruzione di ore dedicate ad ambiti multidisciplinari come pratica costante durante l'anno;
• Promuovere la scrittura collegiale del POF attraverso la discussione all’interno di Commissioni Paritetiche;
• Programmare collegialmente le attività complementari, creando raccordo tra territorio e scuola e tra curricolare ed extracurricolare. Valorizzare l’associazionismo presente sul territorio e le competenze individuali degli studenti;
• Ripensare il tempo della scuola come qualche cosa di flessibile e individuale: dotarsi di strumenti come periodi sabbatici per valorizzare e dare spazio alle attività extrascolastiche, che nella scuola devono trovare riconoscimento e raccordo;
Chiediamo di costruire una didattica basata sulla valorizzazione delle differenze culturali, sessuali, comportamentali, cognitive:
• Sostituendo l’ora di religione con l’ora di storia delle religioni;
• Attivando risorse economiche ed umane straordinarie per l'inserimento degli studenti appena arrivati nel nostro paese, garantendo corsi di lingua italiana unitamente alla possibilità di continuare a studiare la propria lingua;
• Portando gli studenti immigrati ad un primo approccio alla lingua italiana, utile a raggiungere livelli minimi di conoscenza che rendano possibile anzitutto l’interazione attiva con la società, andranno aggiunti corsi di italiano di secondo e terzo livello che si concentrino anche sulla terminologia specifica delle diverse discipline;
• Sperimentando l’introduzione di testi bilingue da fornire gratuitamente agli studenti migranti; non va infatti mai dimenticato che gli studenti migranti hanno spessissimo conoscenze specifiche acquisite nel paese di origine che vanno valorizzate fin da subito a prescindere dalle barriere linguistiche;
• Avviando un’interlocuzione con il governo che miri ad aprire una seria riflessione sul riconoscimento dei titoli di studio acquisiti dai migranti nei rispettivi paesi, e vanno trovate forme di certificazione e di riconoscimento dei crediti formativi che valorizzino le conoscenze e le competenze degli studenti immigrati pregresse all’inserimento nei canali formativi italiani;
• Valorizzando maggiormente l’azione che i mediatori culturali svolgono all’interno delle classi, rendendola continuativa e organica a quella di tutti gli altri docenti anche tramite l’inserimento dei mediatori negli organi collegiali;
• Attivando immediatamente iniziative di formazione dei docenti sui temi dell’integrazione, dell’intercultura e sull’insegnamento dell’italiano come seconda lingua;
• Creando spazi di arricchimento grazie alla presenza di studenti stranieri: ad esempio istituendo corsi di lingua araba, cinese, ecc. diretti agli studenti italiani, inserendo nei curriculum parti coogestite su storia e cultura di altri paesi rappresentati nella scuola da studenti stranieri. Una pratica da sperimentare è la realizzazione della giornata interculturale, momento in cui valorizzare le nazionalità presenti nella scuola attraverso laboratori tematici tenuti direttamente dagli studenti stranieri;
• Creando momenti formativi sull’Unione Europea; Incentivando scambi e periodi di studio all’estero;
• Promuovendo un’educazione laica alla sessualità, attraverso corsi di prevenzione dei comportamenti a rischio da realizzarsi tramite supporto dell’associazionismo e degli enti del settore presenti sul territorio;
• Pensando un tavolo tra i Ministeri della sanità, della famiglia e dell’istruzione sul tema della prevenzione nelle scuole dei comportamenti a rischio. Occorre una politica per l’uso del preservativo, per l’informazione sulle “droghe” e sull’alcool, per il supporto psicologico e sociale agli studenti;
• Valorizzando la diversità delle intelligenze, personalizzando percorsi;
Sentirsi cittadini europei: il ruolo della scuola pubblica
• Rivedere i programmi scolastici delle discipline umanistiche (soprattutto storia e letteratura) in chiave meno italocentrica e più aperta alle vicende internazionali;
• Aggiungere nuove discipline che ci permettano di conoscere più a fondo le istituzioni ed il funzionamento dell’Unione Europea e che ci facciano conoscere la storia e gli sviluppi attuali del suo lungo processo di integrazione. Si potrebbe per esempio pensare a lezioni di “storia dell’integrazione europea” e di “diritto ed istituzioni dell’Unione Europea”;
• Promuovere la realizzazione di scambi e viaggi. Gli studenti devono collaborare con l’insegnante anche nella fase di preparazione dello scambio. Devono essere attivati finanziamenti che permettano anche agli studenti bisognosi di partecipare a queste esperienze. Crediamo anche che sia importante sviluppare quei progetti che prevedono l’accoglimento di studenti stranieri nelle classi italiane anche per periodi piuttosto lunghi (fino a un anno).
Mobilità studentesca.
• Una maggiore flessibilità dei programmi, come primo passo verso una maggiore mobilità; alcune parti del programma scolastico potrebbero essere svolte visitando direttamente i luoghi dove certi avvenimenti sono avvenuti o dove si trova un museo particolare inerente all’argomento trattato;
• Finanziamenti adeguati ai programmi di scambio e viaggio, per garantire pari opportunità a tutti gli studenti di prenderne parte. Il nuovo governo dovrà fare pressioni per l’adeguato finanziamento a bilancio europeo dei programmi Comenius, Leonardo, Junior Erasmus;
• La creazione di una “Carta studenti europea”, che ci offra accesso agevolato alla cultura non scolastica in tutta Europa (riduzioni su mostre e musei, teatri, cinema, libri, etc.), così come forti riduzioni per gli studenti sul costo dei trasporti e dei pernottamenti all’estero;
• La creazione di visti agevolati per la mobilità di studenti provenienti da paesi non inclusi nel trattato di Schengen, per fare dell’Italia uno spazio aperto delle conoscenze.
L’Europa e il libero accesso ai saperi, privatizzazioni e direttiva Bolkestein.
• Lavorare affinché si approvi al più presto una direttiva europea sui servizi di interesse generale, che li definisca nel dettaglio, mettendo così per sempre al riparo servizi come acqua, sanità e istruzione, e che li esoneri dalla liberalizzazione sul mercato europeo, affidandone la gestione ai singoli Stati. A questo dovrebbe essere affiancata l’armonizzazione della legislazione sul lavoro, in maniera tale da evitare gli effetti di dumping sociale che tale direttiva rischia di comportare;
• Avviare un dibattito per la costruzione di un sistema di welfare studentesco europeo. Questo nuovo sistema dovrà basarsi sulla distribuzione nelle aree più svantaggiate di fondi per borse di studio in base al reddito delle famiglie e servizi gratuiti. Ovviamente, alla costruzione di un modello di welfare studentesco europeo, dovrà essere affiancato un ragionamento ampio su un sistema di diritto allo studio nazionale e regionale.
La scuola, la pace e la cooperazione internazionale.
• L’aumento dei fondi destinati alla cooperazione internazionale a partire dal prossimo DPEF;
• destinare una parte dei fondi nazionali diretti alla cooperazione alla realizzazione di progetti di cooperazione internazionale, solidarietà e gemellaggi nelle scuole;
• Promuovere l’educazione alla pace, all’interculturalità, al consumo critico e allo sviluppo sostenibile nei curricola di tutti i percorsi formativi;
• Prevedere fra i progetti di cooperazione finanziabili la realizzazione dei scambi e gemellaggi con studenti provenienti dal Sud del mondo;
• Promuovere progetti di cooperazione decentrata basata sulla formazione degli insegnanti (valorizzando così la tradizionale esperienza in pedagogia che il nostro paese detiene, soprattutto in ambito di scuole primarie).
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